Una storia quasi vera. L’invito

Foto di Rodney Smith. Dettaglio.

Foto di Rodney Smith. Dettaglio.

Il convegno è oggi e io mi sto preparando. Indosso il completo preso per il matrimonio di mia sorella, otto anni fa. Mi sta ancora abbastanza bene.

Ho appena compiuto 53 anni, lavoro nella merceria di quartiere che era dei miei genitori e mia moglie mi ha lasciato. Sono diventato noioso, dice.

Da un anno mi sono iscritto a Facebook. Ho 89 amici, tra cui due assessori e anche il sindaco della mia città. Continua a leggere

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Le Lasagne per me

decennaleLa prima partita non me la ricordo, ma alla terza già mi chiamavano ‘Bagher’: un 22enne messo a fare il portiere con una porta enorme da difendere, un’area dai confini ignoti da sorvegliare, un campo infinito da guardare e 10 compagni con cui giocare al Pallone.
Poi un mister che ha una parola (o un urlo) per tutti meno che per me, allenamenti in cui ci sono schemi ed esercizi per tutti meno che per me ed esultanze in cui ci sono abbracci per tutti meno che per me. Continua a leggere

Il giornale (h)a due letture

Pila di giornali

“Lui leggeva il giornale in macchina, tutte le mattine, nel tragitto che separava casa nostra dal suo studio. Non i giornali di oggi, che sono piccoli, ma il Mattino, quello di una volta che era enorme, come un lenzuolo. Leggeva il giornale dentro la 600 e aveva un modo tutto suo di sfogliarlo, piegando le pagine a metà, poi in quarti in orizzontale e in verticale, fino a farlo diventare una fisarmonica. Ma non lo rovinava. Imperturbabile al caos esterno, lo leggeva tutto nei trenta minuti tra casa e studio e quando scendeva dalla macchina il giornale sembrava uscito dall’edicola. Continua a leggere

Le pieghe della lettura

leggere in trenoDue lettori possono avere feticismi diversi.

C’è G. a cui piace mangiarselo, stropicciarlo, segnarlo, orecchiarlo, sottolinearlo. Un libro che alla fine della lettura mostri i segni della lotta, per poi, nell’eventualità che venga ripreso in mano, G. possa ricordarsi non solo del libro, ma anche dello stato d’animo della lettura. Per F. invece, è più simile ad uno scrigno prezioso, da aprire con delicatezza, per fare uscire la sua musica. Un libro che alla fine sembri nuovo senza esserlo, per poi, nell’eventualità che venga ripreso in mano, F. possa riascoltare la stessa melodia e odorare gli stessi profumi che l’avvolgevano la prima volta. Continua a leggere

Appunti tra la notte e il risveglio

Impero delle luci, magritte

“I coerenti non si emozionano di fronte alle nuvole che cambiano forma”

Ti eri svegliato un’ora prima della sveglia con questa frase in testa. Era bella, pensavi, e dovevi appuntartela. Poi dopo ci penserai, ti eri ripetuto mentre stavi riprendendo sonno. Ora sei sveglio e recuperi quel foglietto, abbandonato sul comodino. Leggi la frase. Bella è bella, pensi. Ma cosa volevi dire?  Continua a leggere